L’attrezzatura del triathleta

Categoria

Guide

Data

13.07.2017

Autore

simone

Tempo di lettura

1 ORA

L’attrezzatura del triathleta

Quale attrezzatura scegliere per il triathlon? Uno sport multidisciplinare come il triathlon presenta indubbiamente delle difficoltà nel momento della scelta dei materiali per affrontare allenamenti e competizioni.

Per iniziare a praticare il triathlon non è necessario spendere migliaia di euro sin da subito; basta avere una bicicletta, anche vecchia, un buon paio di scarpe da corsa, un costume, occhialini e tanta voglia di allenarsi e di mettersi in gioco (più che altro con noi stessi).

Tuttavia le prime volte che frequenti questo ambiente ti trovi catapultato in un universo fatto di biciclette superleggere, caschi supersonici, mute che ti fanno volare sull’acqua e scarpe che ti fanno andare alla velocità della luce, al punto che sarai presi da mille dubbi sull’abbigliamento adeguato da acquistare.

Voglio chiederti una cosa. Saresti felice di conoscere in un solo articolo tutta l’attrezzatura necessaria per gli allenamenti?

Allora continua a leggere…

In questo articolo ti elencherò l’intera l’attrezzatura che un triathleta ha disposizione.

Questa è la guida più completa che puoi trovare sul web.
Ed è GRATUITA!

AGGIORNAMENTO AGOSTO 2017

INDICE

Attrezzatura per il nuoto | Attrezzatura per il ciclismo | Attrezzatura per la corsa
Il guardaroba del triatleta

ATTREZZATURA PER IL NUOTO

  • MUTA DA TRIATHLON PER IL NUOTO IN ACQUE LIBERE

Le mute da triathlon sono speciali mute in neoprene opportunamente modificate per utilizzarle in acque libere (mare o lago) molto aderenti al corpo ed estremamente elastiche.

Una delle caratteristiche principali delle mute da triathlon è lo spessore che varia da 1,5 mm a 5 mm a seconda delle temperature dell’acqua: minore è lo spessore maggiore sarà l’elasticità, minore l’isolamento termico e il galleggiamento.

Le mute di alto livello fanno dello spessore differenziato una delle caratteristiche principali: pannelli più spessi intorno al tronco e alle gambe ti aiutano a restare più a galla; più sottili intorno alle braccia ti aiutano a muoverti meglio.

Alcuni modelli invece sono sprovvisti di maniche (mute smanicate): questa caratteristica garantisce una migliore mobilità, ma la protezione dal freddo non è sempre garantita quando la temperatura dell’acqua è particolarmente fredda.

Le norme della FiTri regolamento l’utilizzo della muta a seconda della temperatura dell’acqua.

Dalla tabella si evince che se la temperatura è inferiore a 14°C o 16°C l’uso della muta è obbligatorio.
Il regolamento inoltre specifica che se la temperatura dell’acqua è inferiore a 13°C le gare sono annullate.
Esistono gare in cui le temperature dell’acqua sono molto rigide e dove il regolamento non specifica l’annullamento in caso di temperatura dell’acqua inferiore ai 13°C. Una di queste è la Isklar Norseman Xtreme Triathlon in Norvegia.
La scelta della muta quindi è molto importante perché deve vestire come una seconda pelle.

Se troppo stretta non ti permette di muoverti agevolmente e anzi ti sarà di impedimento.

Se troppo larga corri il rischio di imbarcare acqua e di subire un rallentamento e un minore galleggiamento.

Ma come acquistare la muta da triathlon? Quali sono i parametri da prendere in considerazione?

•  Flessibilità: la libertà di movimento è un fattore fondamentale, forse il principale. È importante che ti senta comodo nei movimenti, in particolare intorno alle spalle e alle braccia. La muta deve adattarsi a te e non tu alla muta. Controlla che la respirazione sia agevole: devi sentirti libero, ma al contempo la muta deve essere aderente per non correre il rischio di imbarcare acqua.

•  Qualità: controlla cuciture (cucite o saldate – meglio queste ultime), rivestimenti, cerniera, larghezza collo, maniche e caviglie.

•  Isolamento: più è spesso il neoprene più è calda la muta, minore è la flessibilità e viceversa. Lo spessore massimo consentito è di 5 mm.

•  Galleggiabilità: è importante che la muta presenti diversi spessori nelle varie parti del corpo. Pannelli più spessi intorno al busto e alle gambe ti aiutano a restare più a galla; più sottili intorno alle braccia ti aiutano a muoverti meglio.

•  Peso: forse non è uno dei motivi principali di acquisto, ma vige la regola non scritta del “più leggero è meglio”.

•  Costo: sul mercato si trovano moltissimi modelli di mute, si parte dai 150,00 € per una muta base di buona qualità (entry level) e si può arrivare anche a 800,00 € per una muta professionale.

Come fare manutenzione alla muta da triathlon?

Acquistare una muta è importante per affrontare le gare in acque libere.

È altrettanto importante che tu te ne prenda cura per evitare che si rovini facilmente.

Qui qualche semplice consiglio:

1. Per indossare la muta utilizza dei lubrificanti (non a base di petrolio e non la vaselina perché rovinano il neoprene con il tempo).

Io utilizzo una crema antisfregamento o un semplice olio per bambini. 

2. Dopo ogni utilizzo ricordati di sciacquare la muta con acqua dolce per eliminare ogni impurità.

Volendo puoi utilizzare anche uno shampoo specifico per mute.

3. Asciugala immediatamente e mai a contatto con fonti di calore e sole.

4. Conservala dentro un armadio o comunque in un luogo fresco e asciutto.

In caso di piccoli tagli (di solito unghiate) niente paura! Esistono kit per le riparazioni o puoi portarla in un centro sub che in poche ore risolve il problema.

Trucco: per infilare più comodamente la muta utilizza un sacchetto di plastica ai piedi prima di infilare le gambe e utilizza un lubrificante solo intorno ai polsi, al collo e alle caviglie per evitare lo sfregamento e per aiutarci a sfilare la muta in zona cambio. Non utilizzare lubrificanti a base di petrolio e non la vaselina perché in pochi lo sanno, ma dopo pochi usi la muta perderà la sua elasticità e si strapperà più facilmente.

Non ti resta altro che acquistarla e iniziare subito a provarla. In bocca al lupo!

  • BODY DA TRIATHLON

Il capo migliore per rendere al meglio in gara è il body (pezzo unico) o un due pezzi (top e pantaloncino) realizzati con tessuti altamente tecnologici.
Molti atleti, non solo i neofiti, spesso si domandano quale body utilizzare nelle loro gare.

Per chi si affida ad una società di triathlon normalmente acquista quello proposto dalla società con i colori sociali.

Se invece ti vuoi orientare verso altri materiali, la scelta è abbastanza varia.

In commercio ci sono tantissime case produttrici che offrono materiali e combinazioni differenti a diversi prezzi.

Qui una guida per aiutarti nella scelta del body da gara.
Per prima cosa il body da triathlon deve adattarsi perfettamente alle caratteristiche antropometriche dell’atleta.

Se il capo che indossi non fosse abbastanza aderente nella frazione di nuoto potrebbe riempirsi di acqua.

Viceversa indossando un capo troppo aderente potrebbe causarti sfregamenti, irritazioni, crampi e fastidi in varie parti del corpo.

Le caratteristiche da tenere in considerazione al momento dell’acquisto sia che indossi il body sia che indossi lo spezzato sono:

1. TESSUTO

La Lycra è il materiale più comune per la realizzazione del body da triathlon.

I modelli più performanti invece utilizzano inserti di carbonio e in poliuretano (i “costumoni” del nuoto di qualche anno fa) per aumentare le prestazioni, diminuire l’attrito con l’acqua e per avere un sistema di asciugatura rapida.

In ottica gara è bene informarsi su quali saranno le condizioni atmosferiche.

Se si prospetta la possibilità di una giornata calda è bene che il body abbia proprietà di raffreddamento e di traspirabilità e magari qualche protezione ai raggi UV (in questo caso puoi optare per un body con le mezze maniche a rapida asciugatura).

2. VESTIBILITÀ

Esattamente come per i vestiti che indossi tutti i giorni, il completo da gara può presentare alcune differenze di vestibilità.

body possono avere un taglio più fasciato e più accollato oppure avere le mezze maniche.

I primi sono indicati principalmente per le gare corte (sprint e olimpici); i secondi invece per la gare più lunghe (medi e iroman).

Sia il body sia il pantaloncino presentano un fondello che può variare il suo spessore e il suo peso.

Normalmente i pantaloncini hanno un taschino sulla parte posteriore per riporre gel e barrette per l’alimentazione.

3. FONDELLO

Il particolare disegno interno del fondello è determinante per il comfort.

Nessuna cucitura a contatto con la pelle garantisce l’assenza di attriti e previene le irritazioni.

La maggior parte delle case produttrici oggi propone modelli differenti per uomini e donne anatomicamente pensati per le specifiche differenze legate al sesso.

È importante che prendi in considerazione le tue necessità e a seconda di esse optare per un fondello più spesso (maggior comfort) o più sottile (più reattivo e asciugatura rapida).

4. TASCHINI

Soprattutto nelle gare lunghe è importante che il completo abbia una o più tasche per riporre gel, barrette o il necessario per l’alimentazione in gara.

5. VENTILAZIONE

Tutti i body (e i top) presentano una cerniera frontale o sul retro.

In condizioni climatiche particolarmente difficili offrono la possibilità di aprirla per avere una maggiore ventilazione e quindi ridurre la sensazione di caldo.

I modelli più avanzati presentano particolari materiali che incrementano ulteriormente la ventilazione e la traspirazione.

Ricordati che in Italia è VIETATO gareggiare con la divisa aperta sul petto.

6. COMPRESSIONE

Molti body oggi presentano inserti tecnici di differenti materiali.

Alcuni di questi hanno l’obiettivo di contenere maggiormente le vibrazioni muscolari, specialmente nelle gambe favorendo la circolazione sanguigna e riducendo il senso di affaticamento durante la gara.

7. TEMPERATURA

Se prima della partenza sai già che ti aspetta una frazione di nuoto in acque fredde dove utilizzerai la muta, allora la scelta del completo che indosserai sotto non sarà così rilevante.

Se al contrario l’acqua nella quale nuoterai fosse calda, un body che offra prestazioni migliori in ottica di scivolamento e galleggiabilità potrebbe risultare un ottimo alleato.

La maggior parte dei body in commercio sono unisex, ma alcune case produttrici realizzano modelli specifici per le donne che si differenziano esclusivamente per la scollatura e per il fondello.

  • OCCHIALINI DA NUOTO

Sono sicuro che almeno una volta nella vita hai indossato un paio di occhialini.

Però la scelta nel triathlon non è così scontata e ora ti spiego il perché.

Gli occhialini hanno lo scopo di assicurare protezione e visibilità durante la nuotata.

Però, il nuoto in acque libere si differenzia da quello in piscina per le condizioni atmosferiche (capiterà molte volte di avere il sole negli occhi) e per la necessità di tenere sotto controllo lo spazio intorno a te.

Ecco perché gli occhialini da triathlon normalmente hanno lenti specchiate e/o più scure, una forma più grande rispetto ai tradizionali ed elastici per il fissaggio più morbidi.

  • PULL BUOY

Il pull buoy è un galleggiante in schiuma sintetica, di forma anatomica, da tenere in mezzo alle cosce in modo da sostenere gli arti inferiori.

Viene utilizzato principalmente durante gli esercizi di tecnica e per lavorare sulla parte alta del corpo.

  • ELASTICO PER LE CAVIGLIE

L’elastico serve a tenere unite le caviglie per impedire il movimento delle gambe

Lo puoi utilizzare da solo o con il pull buoy, ma in ogni caso la sua utilità è quella di aumentare la muscolatura superiore e migliorare l’assetto in acqua.

Piccolo trucco, se non hai un elastico e non hai voglia di acquistarlo puoi utilizzare un pezzo di camera d’aria da bicicletta.
  • PINNE E PALETTE

Le pinne si trovano di diverse dimensioni e vengono utilizzate per rinforzare le gambe.

Anche le palette si trovano di diverse misure e vengono utilizzate per rinforzare le braccia.

Sono destinate ad essere fisse sulle mani aumentando in questo modo la superficie dell’acqua che deve essere spostata a ogni bracciata.

  • SNORKEL

Lo snorkel (letteralmente respiratore), è un boccaglio frontale.

Viene impiegato per avere un maggior controllo della fasi di subacquea della bracciata e del rollio della nuotata a stile libero.

  • TAVOLETTA

Attrezzo utile e intuitivo nel suo utilizzo impiegato per aumentare la forza nelle gambe e per migliorare la tecnica di gambata.

ATTREZZATURA PER IL CICLISMO

Qui si apre un ulteriore mondo in cui perdere la bussola è molto facile, ma cercherò di fare un pò di chiarezza con validi consigli.

Nell’attrezzatura del triathleta sicuramente la bicicletta è il componente più costoso e quello che richiede un maggior dispendio economico per la sua scelta.

Generalmente nel triathlon si utilizzano biciclette da corsa su strada, ma talvolta su alcuni percorsi sono consentite le mountain bike.

Inoltre se il percorso prevede il divieto di scia sono consentite le biciclette da cronometro con manubrio a corna di bue e prolunghe.

Le quattro parti fondamentali a cui dovrai porre la maggiore attenzione quando acquisti una bicicletta sono: telaio, gruppo, manubrio e ruote.

  • TELAIO

Senza entrare nei dettagli di come si struttura un telaio, ti basta sapere che questo può essere costituito da vari tipi di materiali.

Può essere in acciaio, in alluminio, in carbonio e in titanio, ma possono anche essere presenti insieme più di un materiale, come ad esempio i telai in alluminio e le forcelle in carbonio.

Quando scegli una bicicletta la prima cosa che devi fare e scegliere un telaio tradizionale o uno da cronometro.

Prima o poi quando ti avvicini al triathlon questa fatidica domanda salterà alla tua mente.

Telaio tradizionale o da cronometro?

I due telai si differenziano principalmente per le geometrie e per gli angoli delle tubazioni che lo compongono.

In generale il telaio tradizionale è più largo (approssimativamente intorno ai 73°), mentre quello da triathlon ha un angolo più stretto (circa 76°).

Quest’ultimo viene impiegato principalmente per competizioni di lunga distanza su percorsi privi di particolari difficoltà altimetriche e generalmente piatti grazie ai quali è possibile mantenere medie di velocità più alte, grazie alla posizione più aerodinamica.

La seconda cosa da tenere in considerazione è che il telaio sia della tua misura: talvolta accade che, entusiasta di una particolare offerta vantaggiosa, ti puoi dimenticare di guardare le misure e tornando a casa bello felice ti trovi con un telaio troppo grande o troppo piccolo.

In generale, rispetto a qualche anno fa, oggi le case produttrici producono telai in 4 o 5 misure fornendo tabelle metriche, per permettere la scelta corretta.

Se ti trovi a metà strada tra due misure di telai ti consiglio di acquistare il telaio della misura più piccola.

Esistono poi centri specializzati, dove attraverso visite mediche, ti forniscono una tabella con tutte le tue misure antropometriche e le regolazioni ideali che la bicicletta dovrebbe avere.

In ogni caso comunque basta affidarsi ad un punto vendita specializzato il quale saprà consigliarti il telaio giusto per te.

  • GRUPPO

Il gruppo è l’insieme dei componenti di trasmissione e dell’impianto frenante della bicicletta.

Il gruppo è composto da 8 elementi: deragliatore anteriore (detto semplicemente deragliatore), deragliatore posteriore (detto cambio), freni, comandi integrati, guarnitura, pignone, catena e movimento centrale.

La maggior parte dei produttori ha in catalogo vari modelli di gruppi, tutti con lo stesso principio di funzionamento.

Le differenze sono nei materiali: quelli più costosi consentono un discreto risparmio di peso.

  • MANUBRIO

Il manubrio della bicicletta è costituito da un tubo di lunghezza variabile avvitato sul gambo della forcella e la piega del manubrio, collegata dall’attacco al resto della struttura che è la parte che viene impugnata dalle mani mentre si pedala.

Le biciclette da corsa montano manubri a goccia (dropbar); sulle biciclette da cronometro di solito si preferiscono i manubri a corna di bue (bullhorn) con poggia braccia e prolunghe aerodinamiche.

Le mountain bike invece si montano pieghe dritte.

Le bdc (biciclette da corsa) e le mtb (mountain bike) montano i comandi integrati cambio – freni, sulle bici da crono si preferisce mettere le leve del freno sulle corna e quelle del cambio sulla prolunga.

  • RUOTE

Insieme al telaio le ruote sono il componente più appariscente sulla bicicletta.

Le ruote sono in grado di modificare in modo significativo le caratteristiche dinamiche del mezzo.

Tra il prezzo di una coppia di ruote economica e una per l’utilizzo professionale c’è in mezzo un mondo.

Le ruote si distinguono principalmente di 3 tipi: basso, medio e alto profilo.

Le ruote ad BASSO PROFILO hanno un’altezza di un paio di centimetri e i cerchi sono generalmente in alluminio, ma si trovano anche in carbonio. Leggerezza e comfort sono le maggiori qualità di queste ruote le quali vengono apprezzate principalmente in salita, in fase di accelerazione o nei cambi di velocità. Assorbono molto facilmente le vibrazioni, ma si deformano più facilmente essendo molto leggere.

Le ruote ad ALTO PROFILO invece hanno un’altezza variabile tra i 4 e gli 8 centimetri e sono state introdotte circa 20 anni fa come alternativa alle ruote lenticolari. L’aerodinamica di queste ruote è eccellente, così come la rigidità data dallo spessore del cerchio. Il maggior peso ha obbligato i produttori a realizzarle in carbonio per diminuirlo. Questo tipo di ruota è indicato per i percorsi dove la velocità media resta elevata per tutta la lunghezza della gara: l’inerzia e l’aerodinamicità di queste ruote infatti aumenta il mantenimento della velocità della bicicletta.

Le ruote a MEDIO PROFILO infine, come il nome stesso suggerisce, sono una via di mezzo tra quelle a basso ed alto profilo. Presentano un’altezza tra i 3 e i 4 centimetri e rappresentano un buon compromesso tra rigidità, leggerezza e aerodinamicità, i tre fattori principali da guardare quando acquistiamo delle ruote.

  • FRENI
Sulle bdc vengono utilizzati freni ad archetto a doppio o singolo fulcro.

L’intero sistema è costituito da due archetti in lega di alluminio parzialmente sovrapposti.

Sono tenuti insieme da un perno e vengono azionati da un cavetto attraverso la leva del freno che provoca la chiusura della pinza con i pattini (costruiti in gomma sinterizzata) sulla pista frenante della ruota.

Negli ultimi anni stanno prendendo sempre più piede i freni a disco. 

Questi sono azionati attraverso una pinza ed una pastiglia che agiscono sul disco presente sul mozzo della ruota.

  • LE COPERTURE

I cerchi delle biciclette oltre che per il profilo si distinguono per il tipo di copertura.

Le ruote possono “indossare” delle coperture a tubolare oppure a copertone, con o senza camera d’aria (tubless).

Il tubolare garantisce migliori prestazioni, ma è poco pratico in caso di foratura, in quanto viene incollato con del mastice alla ruota e bisogna cambiare tutto con una notevole spesa. I copertoni invece sono più economici.

Così come avviene per le gomme di un’automobile, anche per le biciclette il battistrada può presentare un disegno liscio oppure scolpito.

La sezione varia dai 19 ai 24 mm.

  • KIT DI RIPARAZIONE

Quando esci in bici l’inconveniente più frequente che può capitarti è di forare uno pneumatico.

Pertanto è indispensabile che porti sempre con te una borsa sottosella con all’interno:
  • 2 camere d’aria della tua misura
  • 2 o 3 leve per togliere il copertone
  • 1 cartuccia di CO2 per il gonfiaggio
  • tool multiuso Torx

In commercio esistono diversi kit di riparazione con già tutto all’interno.

Se invece utilizzi i tubolari devi portare con te un tubolare di ricambio e della schiuma per gonfiare e riparare.

Piccolo trucco: porta sempre con te una pompetta manuale, della colla gel ad asciugatura rapida per riparare tagli piccoli tagli al copertone e un pezzo di copertone di circa 5 cm per i tagli più profondi.
  • SELLA
La scelta della sella è soggettiva e dipende oltre che dalla tua conformazione fisica anche dalla posizione che assumi in sella. 

Al contrario di quello che puoi pensare, la sella non sostiene l’intero peso del corpo, ma solo una parte. Infatti il peso viene scaricato anche attraverso le gambe e le braccia.

L’acquisto e il posizionamento della sella influiscono anche sull’efficienza della pedalata e sull’affaticamento generale.

La sella da bici ha una forma affusolata: la parte centrale è destinata all’appoggio e al sostegno del bacino, mentre il becco deve poter consentire alle gambe di muoversi in libertà.

A seconda della bici che utilizzi, ci sono diverse selle:

  • selle da bdc
  • selle da mtb
  • selle da cicloturismo
  • selle con ammortizzatori
  • selle in cuoio
  • selle da donna
  • selle con canale scavato
  • selle in carbonio
Ma come scegliere il modello giusto?

Quando vuoi acquistare una sella, se vuoi provarla, ti consiglio di andare in un negozio con i pantaloncini da bici. Molti negozianti permettono una prova delle diverse selle.

Gli aspetti da valutare al momento dell’acquisto sono diversi:

1. Robustezza delle guide inferiori: le guide su cui “si poggia” la sella devono essere realizzate in materiale resistente in quanto sopportano numerose sollecitazioni

2. Cuciture: è importante che le cuciture siano lisce e lontane dal punto di contatto per evitare irritazioni alla palle e inutili fastidi.

3. Rivestimento: deve essere il più possibile liscio, senza protuberanze o buchi

4. Deformabilità: una sella non deve essere ne troppo morbida ne troppo dura. Se quando ti siedi senti che tocchi le guide inferiori allora la sella è troppo morbida; se invece non affonda per niente allora forse è troppo rigida. La scelta di questo ultimo aspetto è più che altro soggettiva.

  • PEDALI

Anche i pedali si differenziano a seconda dell’utilizzo che ne devi fare. Che tu vada sulla bici da strada o su una mtb la scelta può ricadere su un modello piuttosto che un altro.

Tralasciando i pedali flat (piatti) che hai usato da bambino, i pedali a sgancio rapido sono di due tipi:
  • Look (dal nome dell’azienda che li produce)
  • SPD (Shimano Dynamic Pedal)

I primi vengono scelti per la bici da strada. I secondi per la mtb. Ho visto però atleti preferire i pedali con attacco SPD anche per le bici da strada.

La differenza sostanziale è nelle tacchette da agganciare sotto le scarpe.

Le tacchette Look sono di forma triangolare e si vanno ad innestare sul pedale creando l’aggancio.

I pedali SPD sono formati da due “forchette” regolate da molle che si allontano a avvicino a seconda che la scarpa è inserita oppure no. Le tacchette da avvitare sotto le scarpe sono costituite a un piccolo pezzo metallico a croce fermato da due viti.

Entrambi i pedali permettono lo sgancio rapido attraverso la rotazione del piede verso l’esterno.

Quelle SPD inoltre permettono anche di camminarci sopra, ecco perché sono preferite dai biker in quanto spesso devono scendere dalla mtb per superare particolari asperità

Io ti consiglio di acquistare i pedali Look con le proprie tacchette.

Fai attenzione però perché le tacchette non sono tutte uguali.

Ne esistono di 3 tipi e si differenziano per l’angolo di libertà del piede, oltre che per il colore.

  • Rosse: angolo di 9°
  • Grigie: angolo di 4.5°
  • Nere: angolo di 0°

La scelta ricade a seconda che tu preferisca avere il piede completamente fermo nella stesa posizione (tacchette nere) o se invece  preferisci avere un grado di libertà maggiore (tacchette rosse).

La via di mezzo, per iniziare, forse è la scelta migliore!

  • SCARPE DA CICLISMO

Di scarpe da ciclismo ne esistono centinaia di modelli, economici e meno economici.

Sono 4 gli aspetti fondamentali da prendere in considerazione al momento dell’acquisto:
  • la chiusura deve avvenire con il velcro (uno, al massimo due)
  • la scarpa deve essere il più traspirabile possibile (la maggior parte delle volte le indosserai senza calze)
  • la scarpa deve avere poche cuciture o cuciture piatte
  • un occhiello sul tallone: la maggior parte degli atleti aggancia la scarpa alle tacchette già in zona cambio; l’occhiello serve per legarci un elastico, agganciarlo al telaio e fermare la scarpa in posizione orizzontale così da agevolare l’uscita dalla zona cambio
  • CASCO DA CICLISMO
IL CASCO DA BICI È OBBLIGATORIO NELLE COMPETIZIONI!

Ed è meglio che lo indossi anche in allenamento per proteggerti da eventuali cadute.

È importante che il casco sia omologato secondo le direttive europee EN 1078. Dovresti trovare un’etichetta all’interno; se non la trovi non acquistare il casco.

I modelli di oggi sono leggeri, comodi, traspirati e dotati di imbottiture lavabili oltre che da regolazioni millimetriche per indossarlo al meglio.

Nelle gare no draft spesso si utilizzano caschi a goccia più aerodinamici.

  • RULLI E SIMULATORI

Quando la stagione diventa fredda e uscire in bici è difficoltoso puoi ricorrere ai rulli da bici.

I rulli o trainer sono particolari strumenti per gli allenamenti indoor. 

Spesso i ciclisti e i triatleti non li considerano, ma sono degli ottimi strumenti per allenarsi.

Vengono classificati in base al metodo utilizzato nell’unità di resistenza e ne  esistono di 5 tipi:

1. RULLI A VENTOLA

I rulli a ventola sono quelli meno costosi, più leggeri, ma rumorosi e con scarsa possibilità di regolazione.

La ruota posteriore è agganciata al rullo e fa girare una ventola che fornisce resistenza.

Più la pedalata diventa forte maggiore è la resistenza.

2. RULLI MAGNETICI

Come puoi capire già dal nome sfruttano la forza magnetica per generare resistenza.

Anche in questo caso la bicicletta è montata con la ruota posteriore sul rullo.

Per aumentarla puoi cambiare rapporto e/o utilizzare la regolazione manuale del rullo che si monta sul manubrio della bici.

Questa tipologia di rulli è la più diffusa tra i ciclisti amatori perché sono relativamente silenziosi e poco costosi.

3. RULLI A FLUIDO

Negli ultimi anni stanno riscontrando molto successo i rulli a fluido per la loro simulazione realistica della strada.

Il fluido si trova all’interno di un involucro di alluminio dotato di alette per il raffreddamento dello stesso e dissipare il calore generato dalla pedalata.

La resistenza invece è fornita da un’elica che ruota all’interno della camera con il fluido.

Rispetto ai modelli precedenti sono più costosi e l’utilizzo intenso può causare surriscaldamento. La simulazione però è molto più realistica.

Per utilizzare i rulli visti fino a questo momento devi acquistare un copertone più resistente adatto all’utilizzo su questi dispositivi. Normalmente sono di colore rosso e si consumano meno rispetto ad un tradizionale copertone.

4. ROLLER

A differenza dei rulli, questi sono dotati di 3 cilindri – o tamburi (2 sul posteriore e 1 sull’anteriore) – su cui viene appoggiata la bicicletta.

Una cinghia collega la ruota anteriore a uno dei rulli posteriori regolando la distanza a seconda dell’interasse della bici.

Pedalare sui roller richiede molto equilibrio e attenzione perché è facile cadere di lato, ma simulano in modo molto realistico la guida su strada.

5. SMART TRAINER

Infine gli smart trainer sono la tipologia più complessa e più costosa, ma anche la migliore nella simulazione della pedalata.

Possono essere meccanici o elettronici e per utilizzarli è necessario smontare la ruota posteriore e agganciare la bicicletta alla trasmissione del rullo.

Alcuni di questi modelli dispongono di connettività e possono essere utilizzati guardando un monitor come se fosse un videogame, ma vedendo te stesso pedalare.

Ho volutamente tralasciato la descrizione di deragliatore, comandi integrati, mozzi e pignoni.

Quando acquisti una bicicletta queste componentistiche sono di estrema importanza, ma sono anche molto tecniche da spiegare.

Più avanti scriverò un articolo in cui andrò a spiegare queste parti che ora ti ho presentato.

ATTREZZATURA PER LA CORSA

La frazione d corsa è forse quella dove tutti siamo più preparati; infatti le scarpe che si utilizzano nel triathlon nella maggior parte dei casi sono le stesse che vengono utilizzate nella corsa su strada.

Il primo aspetto da tenere sotto controllo quando acquistiamo un paio di scarpe da corsa e conoscere il tipo di appoggio del piede:

  • in pronazione: tendenza ad appoggiare l’interno del piede in fase di spinta
  • in inversione o supinatore: tendenza ad appoggiare l’esterno in fase di spinta
  • neutro

Esistono diversi tipi di calzature e vengono suddivise secondo una classificazione in 5 categorie: superleggere, intermedie, ammortizzate, stabili e trail running.

1. SUPERLEGGERE

Questo tipo di scarpe ha un peso contenuto, massimo 250 gr, e sono quasi piatte (poco dislivello tra avampiede e tallone). Hanno un potere ammortizzante limitato garantendo flessibilità e reattività. Sono indicate per le gare su strada di atleti leggeri e veloci, capaci di correre i 10 km sotto i 35 minuti.

2. INTERMEDIE

Il peso delle scarpe intermedie è compreso tra i 250 e i 300 gr. Rappresentano un buon compromesso tra leggerezza e potere ammortizzante nel retro del piede. Sono di forma semicurva e presentano un dislivello medio tra avampiede e tallone. L’ammortizzazione è generalmente accettabile. Sei sei un’atleta leggero e veloce puoi utilizzare questo tipo di calzature per gli allenamenti, altrimenti le puoi utilizzare come scarpe da gara.

3. AMMORTIZZATE

A questa categoria appartengono tutte quelle scarpe da running con un peso compreso tra i 300 e i 400 gr. Hanno una forma semicurva con un buon dislivello medio tra avampiede e tallone per salvaguardare le articolazioni da infortuni. Sono le scarpe da allenamento ideali quando si devono fare tanti chilometri ad andature leggere.

4. STABILI

Le scarpe da running stabili hanno una struttura simile a quelle delle ammortizzate, ma sulla parte interna dell’intersuola hanno inserti di densità più elevata, così da contrastare il movimento di iperpronazione.

5. TRAIL RUNNING

Infine le scarpe da trail running sono derivate da quelle ammortizzate, ma sono caratterizzate da un battistrada con elevata tenuta adatte principalmente su terreni sconnessi e scivolosi.

Inoltre per le scarpe da triathlon sono importanti gli elastici. Per velocizzare il cambio bici corsa nelle gare è opportuno sostituire i lacci da running con degli elastici a sezione tonda con chiusura a coulisse.

Questo permetterà di regolare l’allacciatura prima della competizione evitando di perdere tempo prezioso.

IL GUARDAROBA DEL TRIATHLETA

Di cosa deve essere composto il guardaroba del triathleta?

Sicuramente allenarsi all’aria aperta regala soddisfazioni come poche altre cose, ma senza un abbigliamento adeguato puoi rovinarti tutto il divertimento.

Qui di seguito ti scrivo alcune indicazioni su cosa è necessario avere per praticare la triplice.

Come ti ho spiegato più in alto, durante i mesi invernali gli allenamenti in bicicletta risultano spesso difficoltosi a causa delle temperature rigide e dell’aria fredda.

Tuttavia puoi far fronte a questo problema utilizzando un abbigliamento appropriato.

La soluzione migliore è quella di utilizzare una salopette lunga felpata o più leggera a seconda della temperatura; una maglia a manica lunga e sotto una maglia intima in tessuto sintetico traspirante così da non avere problemi di sudorazione: tutti questi capi devono essere scelti tra quelli specifici per il ciclismo.

Inoltre le mani devono essere protette con guanti, mentre ai piedi è meglio evitare calze troppe spesse e utilizzare gli appositi copriscarpe per proteggersi dal freddo.

Per la testa infine una cuffia traspirante e l’immancabile casco.

Se la temperatura è particolarmente rigida puoi utilizzare una giacca antivento così da garantire un migliore isolamento termico.

In estate invece le cose diventano più facili perché la temperatura è più piacevole.

Per affrontare le uscite in bici basta indossare una salopette corta e una maglia a manica lunga o corta. Per un maggior comfort puoi indossare una maglia intima sintetica traspirante e guanti senza dita e ovviamente il casco (non smetterò mai di ricordartelo).

La corsa in inverno invece seppur meno problematica dell’andare in bici comporta anch’essa un abbigliamento adeguato.

È necessario che indossi una calzamaglia non troppo spessa, una maglia termica a manica lunga, meglio con la zip sul collo (oppure in alternativa uno scaldacollo), berretto e guanti se la temperature è particolarmente rigida.

In estate invece ti bastano un paio di pantaloncini, meglio quelli da running che ti  aiutano ed evitare fastidiose irritazioni e sono traspiranti, una maglietta a manica corta, occhiali da sole e cappello per proteggerti dai raggi del sole.

Durante le mezze stagioni sia per la bicicletta sia per la corsa è bene valutare con attenzione il clima per indossare il giusto abbigliamento. In ogni caso è consigliato munirsi di abbigliamento ne troppo pesante ne troppo leggero per fronteggiare il clima esterno.

E i Gadget?

Infine i gadget elettronici, fedeli amici a cui non possiamo rinunciare (è meglio comunque limitarne l’uso e in questo articolo ti spieghiamo il perché).

Per monitorare al meglio i tuoi allenamenti il mercato offre una serie di dispositivi elettronici, alcuni semplici, altri decisamente più sofisticati.

Per andare in bicicletta è necessario un ciclocomputer capace di fornire i parametri dell’allenamento.

I più avanzati hanno già un sensore per misurare la frequenza cardiaca grazie all’apposita fascia toracica.

Per la corsa invece è necessario un cronometro meglio se con il sensore di frequenza cardiaca per valutare l’intensità dell’allenamento svolto.

Ci sono modelli di tutte le fasce di prezzo. Prima di acquistarne uno è bene che valuti le tue necessità e l’utilizzo che ne farai.

In commercio esistono altri numerosi dispositivi elettronici, come il misuratore di potenza per gli allenamenti in bicicletta, ma questo è uno strumento per un atleta avanzato e che vedremo un’altra volta.

Prima di salutarti voglio scriverti alcuni prodotti in offerta limitata:

NUOTO

muta
occhialini
pull buoy
elastico
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CICLISMO

scarpe da bici
casco
rullo a fluido

RUNNING

occhiali
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5 risposte

    1. Grazie Leonardo. Siamo contenti che l’hai trovato utile!
      Simone

      PS: Mi ero perso il tuo commento! Scusami…

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